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ARTISTI ASSOCIATI

ARTEMIS DANZA /
MONICA CASADEI

Da sempre Artemis Danza produce e promuove le opere di giovani artisti e coreografi.

Re-Garde

Re-Garde indaga sul senso della vista: dimensione innocente e pulita di uno sguardo che si posa sulle cose e che sa ironicamente divertirsi con la vita.  In scena due uomini, specchio delle loro proiezioni, sono pronti a subire o ricevere, a dare o perdere, a essere manipolati, provocati, abbandonati. Il corpo è controllato e vigile come lo sguardo, ma non rinuncia a godere di momenti di distensione e respiro. L’alternanza tra binomi opposti consente di valicare i delicati confini che separano la giovinezza dalla vecchiaia, in un tempo sospeso tra gesto e poesia.

Di e con Francesco Colaleo e Maxime Freixas ​ Musica Maxime Freixas Produzione Compagnia Artemis Danza In collaborazione con ACS Abruzzo Circuito Spettacolo, Teramo, Rete Anticorpi Explo, Ravenna, Residenza Idra, Brescia,  Teatro Akropolis, Genova, Teatro de l’Oulle, Avignon (Fr)

Adieu

Primo studio sulla Sindrome di Ulisse, ovvero sulla nostalgia. “…e Ulisse passava i giorni seduto sugli scogli, consumandosi a forza di pianti, sospiri e pene, fissando con i suoi occhi il mare sterile, piangendo incessantemente…”  Omero, Odissea

Di Francesco Colaleo con Maxime Freixas Produzione Compagnia Artemis Danza su commissione del  Teatro Comunale De Micheli, Copparo – in collaborazione con Cantieri Culturali Creativi, Rovigo

Beviamoci su_no game

Una riflessione contemporanea su uno stile di vita sempre più accelerato. Il divertimento delle nuove generazioni Smart rischia di essere un pericolo frequente, un Game Over causa del distruttivo desiderio di prevaricazione della propria persona sugli altri. Il gesto realistico, teatrale e danzato riconduce nei luoghi della memoria come in quelli della vita reale: dall’alterazione delle percezioni sensoriali alle solitudini interne.

Di e con Francesco Colaleo, Maxime Freixas, Francesca Linnea Ugolini Ideazione Francesco Colaleo Consulenza drammaturgia Roberta Nicolai Musica Mauro Casappa Rielabolazione musicale Maxime Freixas Produzione Compagnia Artemis Danza con il sostegno di Twain Residenza di Spettacolo dal Vivo art.45 in collaborazione con ACS Abruzzo Circuito Spettacolo, Rete Anticorpi Explo

Chenapan

Chenapan mette in scena i giochi di una volta, generando nel pubblico un forte processo di riconoscimento. L’obiettivo primario è di sensibilizzare su una dimensione di contatto e di gioco che si sta perdendo a causa del continuo condividere virtualmente e non fisicamente. Liberamente ispirato ai comici Stanlio ed Ollio ed ai personaggi beckettiani Estragone e Vladimiro, il lavoro desidera porre l’attenzione sugli importanti cambiamenti sociali che vedono il progressivo smantellamento delle dinamiche di relazione.

Di e con Francesco Colaleo, Maxime Freixas, Ideazione Francesco Colaleo Musica Vincenzo Pedata Produzione Compagnia Artemis Danza in collaborazione con Anghiari Dance Hub, Magic T, Capotrave Kilowatt, Lavanderia a Vapore 3.0, La Manufacture d’Aurillac

Farde-moi

“Farde-Moi”, dal verbo francese farder, significa truccami/ingannami. La pièce di danza contemporanea e physical theater per cinque interpreti desidera approfondire il tema dell’identità nella società di oggi. In questo mondo che si sta paralizzando davanti alla diversità, come ci comportiamo?

Ideazione, regia e coreografia Francesco Colaleo e Maxime Freixas Con Francesco Colaleo, Maxime Freixas, Francesca Linnea Ugolini, Laura Lorenzi, Rosada Letizia Zangri Musiche Vincenzo Pedata Disegno luci Antonio Rinaldi Costumi Vittoria Papaleo e Maria Barbara De Marco Produzione Compagnia Artemis Danza coproduzione Festival Oriente Occidente / CID Centro Internazionale della Danza in collaborazione con  AMAT , Arteven , ACS,  con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”. Realizzato con il contributo di ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D’autore coordinata da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino

King’s Highways

Due punti, un inizio e una fine.

Una strada possibile viene a crearsi sospesa nello spazio e costringe l’individuo a lottare contro le leggi

della gravità. Ideata sulle note di “The end” dei The Doors, la performance si avvale di una slackline (fettuccia) che determina lo

svolgimento dell’esecuzione, costringendo il danzatore ad agire in sospensione rispetto al suolo e a ridefinire la propria percezione dello spazio della danza: il percorso da un punto all’altro diventa così esperimento sul senso della gravitazione, dell’equilibrio, del collocarsi nel mondo. Una sfida alle leggi del cosmo che, per metafora, diventa anche messa in discussione dei propri limiti e, come suggerito dalla componente musicale, atto di affronto intergenerazionale.

Alice nella scatola delle meraviglie

Fra immaginazione e realtà lo spettacolo nasce dall’incontro tra una danzatrice, una scenografa e un musicista-rumorista.

Ispirato al capolavoro di Lewis Carrol, Alice ruota attorno alle trasformazioni di una “scatola”che rivela spazi e atmosfere multiformi davanti agli occhi degli spettatori: un gioco, che, nell’atto stesso di mostrare ironicamente le “finzioni” del teatro,crea le cornici tra sogno e coscienza delle avventure di Alice.

Oxidiana.2

Antonio Bissiri ha immaginato Oxidiana a Pau, piccolo paese della Sardegna ai piedi del Monte Arci, una delle più significative sorgenti di Ossidiana del Mediterraneo. Il corpo dei quattro danzatori è chiamato a sperimentare il tempo e la consistenza della materia, le particolari condizioni che sono all’origine di questo raro vetro vulcanico, attraversandone le valenze geologiche, archeologiche ed energetiche.

Prima opera della giovane danzatrice, attrice e regista siciliana. Attraverso un gioco di improvvisazione strutturata che si sviluppa con l’abbandono degli strati che compongono un’armatura di specchi, Icaro attraversa un labirinto fatto di luce e di possibilità.

Ispirato dalla poesia di Walter Gioia, nasce uno studio sulla scoperta del vero Io, che porta dal riconoscimento all’accettazione e proprio valore individuale in quanto creatura unica e perfetta.

“STANISLAVSKIJ_EP. 1”  è il primo di 5 episodi in cui verranno raccolte, assorbite e narrate col corpo “straordinarie storie ordinarie”. Attraverso le nozioni base del metodo Stanislavskij, Teresa Morisano cerca di indagare il profondo io di cinque persone-personaggi di età, sesso e storia differenti creando non solo imitazioni oggettive della persona coinvolta, ma attraversandone le emozioni e le esperienze, mettendo in gioco anche le proprie.  Le persone coinvolte saranno presenti sulla scena attraverso un mosaico virtuale di immagini e suoni, mentre la danzatrice ne farà vivere emozioni e storie utilizzando il corpo come strumento e la danza come parole, alla ricerca della vera umanità della danza.

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